Nel laboratorio #Magnetica

Working for States of presence.

*un ricordo: parole per “Pneuma”

#Presenza

La presenza  del corpo è qualcosa d’indeterminato. Il suo incanto sembra sprigionare da un inafferrabile non-so-che, da qualcosa che circola e si irradia in tutte le sue parti senza localizzarsi in un punto preciso. La presenza è un tremore. Una fragilità radiosa che sfugge la possibilità di stabilizzarsi in una forma precisa e definibile e che si origina attraverso un passaggio di stato che si proietta al di là dei limiti del corpo. La presenza non coincide, dunque, con il corpo: essa è piuttosto portata dal corpo. La condizione di presenza è paesaggistica, non si risolve in un elemento o una forma del corpo ma si dispiega nella totalità delle informazioni organiche predisponendole ad una relazione complessa e strutturata con il tempo e con lo spazio.

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23/09/2014 – 28/09/2014 #Simona Bertozzi/Enrico Pitozzi

Dal 23 al 28 settembre

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Magnetica è il secondo movimento di Pneuma, progetto inedito nato dall’incontro e dallo scambio tra l’esperienza scenico-compositiva della coreografa Simona Bertozzi e dalle prospettive teoriche tracciate dallo studioso Enrico Pitozzi. In questi giorni di studio – pensati per lo spazio del Teatro Dimora dell’Arboreto di Mondaino – il progetto ospita le architetture di luce di Antonio Rinaldi.

Magnetica fonda il suo statuto sull’analisi del movimento e sul funzionamento della percezione, là dove la composizione coreografica incontra il pensiero in azione per disegnare le traiettorie di una nuova estetica del corpo che si delinea in relazione alle temperature del giorno, ai suoi colori e alle sue sfumature del tempo.
Il laboratorio ha come oggetto l’approfondimento degli aspetti legati al corpo e all’analisi del movimento. Muoversi significa, prima di tutto, immaginare la propria anatomia nello spazio e solo in un secondo momento comporre materialmente il gesto, l’azione. In questo schema, la percezione – cioè l’insieme delle funzioni cognitive di un corpo – è alla base del movimento: la percezione è già un’azione. A partire da questa semplice equazione scenica si determina la qualità della presenza di un corpo.

Per scrittura coreografica si può intendere la scrittura dello spazio: la deposizione di tracce del corpo in uno spazio che sono destinate a rimanere impresse sulla retina dello spettatore e a riverberare nei suoi tendini, nei suoi nervi e nei suoi muscoli. E’ un’immagine che lo spettatore si porta via e che funziona in lui, produce degli effetti in lui, anche a distanza. Quindi, la scrittura coreografica è esattamente questo: costruire un modo attraverso il quale il corpo sia in grado di imprimersi sulla lastra fotosensibile del cervello dello spettatore.

[Enrico Pitozzi]

*Waiting for #Magnetica

Waiting for #Magnetica

Dal 23 al 28 Settembre

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MAGNETICA – workshop sulla percezione e il movimento.
Giornate di momenti performativi, secondo movimento di Pneuma – Interazione tra corpo e pensiero.

Progetto inedito nato dall’incontro e dallo scambio tra l’esperienza scenico-compositiva della coreografa Simona Bertozzi e dalle prospettive teorico-didattiche tracciate dallo studioso Enrico Pitozzi. A cura di L’arboreto – Teatro Dimora e Associazione culturale Nexus con la collaborazione di Rete Anticorpi Emilia-Romagna.